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Posts Tagged ‘fortibraccia’

marzullo_marzullo intervista per la seconda volta la sfoglina fortibraccia, incontrata per caso al mercato questa volta:

-marzullo_marzullo:buonanotte, capafornella.
se permette vorrei porle alcune domande serie. quando è nata la sua passione per la pasta? è stata subito sfoglia?
-fortibraccia: buon risveglio, marzullo_marzullo. bentornato! la ringrazio per la sua gradita missiva e per le domande precise ma pur sempre discrete. la mia passione per la pasta risale all’epoca in cui, ancora, stavo nel grembo materno: narra la leggenda che, al primo bagnetto, mia madre abbia notato, sulla mia kiappetta sinistra, una voglia a forma di fusillo (poi sparita col tempo). ho succhiato crema di casoncelli dal biberon. per mesi, mi sono ostinata a fare il riposino sdraiata su un letto di pacchi di farina. solo da poco, però, sono effettivamente sfoglina.
-marzullo_marzullo: se voglio impastare 500 grammi di tagliatelle quanta farina impasterò? e quante uova?
se volessi fare un chilo di casoncelli quanta pasta mi occorre? e per i culi?
-fb: alla sua domanda “se voglio impastare 500 grami di tagliatelle quanta farina impasterò”, le risponderò con un’altra domanda: quanto si sente creativo? in base a ciò, dosi farina, uova (che siano quelle delle galline felici, però!), e tanta fantasiah. salterò qualche domanda, ché vado di fretta. spero non me ne voglia troppo.
-M_M: meglio i culi o i casoncelli? o i tortelli di zucca? come fa la mostarda mantovana?
-fb: meglio i culi o i casoncelli è un po’ come chiedere “vuoi più bene alla mamma o al papà?” dipende dal momento, dai giorni, da questo, questo, e quest’altro motivo. in genere, però, prediligo i culi (…).
hhhhhhhhhhhhh, cosa ha dettoooooooooo?? stia in campana, marzullo! conosco una che, se la sente nominare la mostarda mantovana, capace che le tira uno slordone nella faccia.
shhhhhhhh, marzullo (sient’a mmmè): noi, la mostarda mantovana, non l’abbiamo mai vista né sentita.

marzullo_marzullo non si assume la responsabilità su quanto dichiarato da fortibraccia.

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Fortibraccia anche detta Raggio di Sole (Sunbeam), Nasce a Dalmine, uff Bergamo dice, ma vive per anni a Dalmine. Non parla, ma si esprime attraverso un tintinnante scampanellio, comprensibile solo a chi ha familiarità con il linguaggio delle fate.
Passa alcuni anni della sua vita vicina  alla fabbrica, c’è chi cresce all’ombra di campanili, Iride (Strongarms) cresce all’ombra della Dalmine dalla quale vengono fuori fumate terribili ma non so cosa producano.
Irriducibile, ogni cosa per lei, può tornare al proprio posto, è affetta dalla “sindrome del cacciavite” ed ogni
oggetto rotto sul suo cammino vedrà il suo tentativo di ripararlo, sia questo una bic o una centrale nucleare.
Positiva, solare, talvolta crede che il mondo si possa riparare con un sorriso, vinavil e due collant (collant collant).
Sebbene si tratti di un personaggio positivo, possiede un carattere estremamente volubile, che la fa passare in poco tempo da una rabbia vendicativa ad una dedizione senza pari per i suoi compagni. A lei si deve la nascita del Mani a Coppetta Day un’iniziativa volta a promuovere l’utilità del tenere, certe volte, le mani a coppetta.

Il suo motto è:

“MACCHE’ IMPORTA SE E’ FINITA

COSA IMPORTA SE ERA LA MIA VITA,

CIO’ CHE CONTA E’ CHE SIA STATA UNA FANTASTICA GIORNATA”.

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